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Un ode ... al Libeccio!!!

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Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 1:13 pm

Anche ai poeti romantici piaceva la meteorologia: eccone un esempio:

Percy Bysshe Shelley, poeta, politico e filosofo inglese romantico vive tra Italia ed Inghilterra negli anni compresi tra il 1792 e il 1822.

D'animo irrequieto e tormentato, trova la tranquillità osservando i fenomeni naturali ed atmosferici e attraverso questi si immerge in importanti riflessioni che fanno specchio alle sue emozioni interiori e metaforicamente criticano la società britannica e le sue istituzioni. Le metafore sono raffinate e sottili, lo stile arduo e classico.

La sua celebre opera è "Ode to the West Wind" (tradotto letteralmente "Ode al Libeccio") scritta nel 1821 durante il soggiorno in Italia sulla costa tirrenica, appena dopo un viaggio che dal golfo di Napoli lo ha condotto nella sua casa di Lerici (SP).

Nella traduzione che vi farò io rispetto al testo originale all'ode, scritta in 5 stanze, Shelly descrive secondo le sue emozioni le condizioni meteomarine al largo di Lerici, facendo infine riferimento alle condizioni trovate nel Golfo di Napoli.

... segue sotto...


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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 1:25 pm

Traduco letteralmente per fare apprezzare di più le metafore; ovviamente lo specchio delle rime risulterà svasato rispetto al testo inglese:



Ode al Libeccio

Prima stanza

Oh selvaggio vento di Libeccio, il tuo respiro dell'essenza d'Autunno,
tu, dalla cui presenza non vista le foglie morte
sono portate, come fantasmi fuggenti via da un mago,
gialle e nere, e pallide, e di un rosso accesso, moltitudini (di foglie) ammalate di peste: oh, tu vento dell' Ovest,
che trasporti al loro buio letto invernale le foglie alate,
dove giacciono a terra infreddolite,
una accanto all'altra come un cadavere nella tomba, finchè
il tuo Favonio suonerà la tromba sopra la Terra sognante, e si riempirà /
(guidando dolci bocciòli come uno stormo di uccellini nell'aria) /
con i colori e gli odori della vita dal monte al piano:
Oh, spirito selvaggio, che ti muovi ovunque;
distruttore e preservatore, ascoltami, ascoltami !

FINE 1° STANZA

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 1:35 pm

... continua ...



II Stanza:

Tu sulla cui corrente, a metà della confusione del ripido cielo, le nubi sfilacciate sono sparse come le foglie morenti della Terra, scosse dagli interconnessi rami del Cielo e dell' Oceano,**
nubi di pioggia e lampi: là sono diffuse,
sulla superficie blu del tuo ondeggiare aereo,
come capelli lucenti sollevati dalla testa
di una furiosa Baccante, perfino dallo scuro limite
dell'orizzonte all'altezza dello Zenit, i cumuli
dell'avvicinarsi di una tempesta. Il tuo lamento funebre
dell'anno morente, per il quale questa notte che si avvicina
sarà come la cupola di un ampio sepolcro,
coperto con tutta la tua forza
di vapori raccolti, dalla cui solida atmosfera
piogge pesanti, fulmini e grandine scoppieranno: oh vento, ascoltami!

FINE II STANZA


** Il concetto che Shelly vuole esprimere, al suo tempo ancora sconosciuto, è quello che noi conosciamo come Ciclo dell'Acqua; in particolare il poeta potrebbe riferirsi alla fase dell'evapotraspirazione e alla formazione di una nuvola.

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 1:44 pm

... continua ...



III Stanza:

Tu, che svegliasti dai sogni estivi
il blu Mediterraneo, dove io giacevo,
cullato dalla spirale di una corrente cristallina,
vicino ad un isola vulcanica del Golfo di Napoli,
vedetti nel sogno palazzi e torri tremolanti nel giorno di mare agitato,
tutti ricoperti con muschio marino e fiori così dolci
tali che il senso si perse guardandoli! Tu,
per il quale passaggio le acque calme dell' Atlantico si aprono in abissi,
mentre giù in basso i fiori del mare e le piante scivolose, che indossano
le foglie dell'oceano senza linfa, riconoscono la tua voce,
e improvvisamente diventano grigi per la paura,
e tremano, e muoiono tutte assieme: oh vento, ascoltami!

FINE III STANZA


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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 2:02 pm

... continua ...



IV Stanza:

Se fossi una foglia morta tu potresti trasportarmi;
se fossi una nuvola veloce per volare con te;
un onda da soffiare sotto il tuo potere, e dividere
la potenza della tua forza, solo per essere libero
come te, oh, vento incontrollabile!
Se solo fossi come la mia giovinezza, e potesse
la compagnia dei tuoi pellegrini sopra il Cielo,
come quando (da fanciullo) non pensavo
fosse impossibile correre più veloce del vento; avrei voluto provare!
Come sto facendo ora con te, in preghiera per la mia profonda disperazione.
Oh, vento, lascimai venire a te come un onda, una foglia, una nuvola!
Sono caduto sopra una pianta piena di spine nella mia vita! Mi sono ferito!
Una pesante carico di ore mi ha imprigionato e inginoccchiato, sottomettendomi!
Uno come te: impulsivo, e pulito, e orgoglioso.

FINE IV STANZA

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 2:14 pm

... GRAN FINALE ...


V ed ultima Stanza

Rendimi come una lira, come è la foresta:
come se le mie foglie stessero cadendo come / * (* si riferisce a quelle delle altre piante) / le altre stesse! /
Il tumulto delle tue potenti armonie
porterà da una profonda desolazione , e attraverso un autunnale tono, una dolcezza pensando alla tristezza. Sarai tu, spirito feroce,
mio spirito! Sarai tu me, impetuoso come te!
Guida la mia morte lungo tutto l'universo,
come le foglie morte, per stimolarle ad una nuova nascita!
E, dall' incantesimo di questi versi,
espandi in una vasta area, come da un luogo dove il fuoco brucia tutto, ceneri e scintille, le mie parole lungo la ragione umana!
Sarai attraverso le mie labbra per la Terra assonnata, il messaggero di una profezia!
O vento, se viene l'Inverno, può una Primavera essere molto lontana?

FINE

Ora potete commentare!

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Maurizio il Gio Set 30, 2010 7:20 pm

Un grande questo poeta! Sinceramente , personalmente,preferirei più la bora come vento anche se qui da noi non c'è mai! Ma anche un bel foehn freddo con muro della neve alle porte di Aosta non lo si butta dai ! Smile

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 7:22 pm

Maurizio ha scritto:Un grande questo poeta! Sinceramente , personalmente,preferirei più la bora come vento anche se qui da noi non c'è mai! Ma anche un bel foehn freddo con muro della neve alle porte di Aosta non lo si butta dai ! Smile

Beh, non credo che nel 1820 potesse sapere molto del clima italico... stava sempre sul lato tirrenico dove spira o Maestrale (che lui chiama Zefiro/Favonio) o Libeccio. Razz

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 7:23 pm

E poi mi chiedo come si possa, ascoltando il sibilio del vento, pensare a così tante immagini e poterne creare una così grande riflessione!

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Maurizio il Gio Set 30, 2010 7:25 pm

Lele Comabbio ha scritto:
Maurizio ha scritto:Un grande questo poeta! Sinceramente , personalmente,preferirei più la bora come vento anche se qui da noi non c'è mai! Ma anche un bel foehn freddo con muro della neve alle porte di Aosta non lo si butta dai ! Smile

Beh, non credo che nel 1820 potesse sapere molto del clima italico... stava sempre sul lato tirrenico dove spira o Maestrale (che lui chiama Zefiro/Favonio) o Libeccio. Razz
Si fosse spinto più all'interno, in Toscana, con un po' di fortuna avrebbe assistito allo sfondamento della Bora dall'Adriatico con qualche mini-bufera associata! Very Happy

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Messaggio Da Maurizio il Gio Set 30, 2010 7:26 pm

Lele Comabbio ha scritto:E poi mi chiedo come si possa, ascoltando il sibilio del vento, pensare a così tante immagini e poterne creare una così grande riflessione!
Eh sì, davvero! A me evoca più immagini e sensazioni una bella buferona di neve! Very Happy

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Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 7:27 pm

Maurizio ha scritto:
Lele Comabbio ha scritto:
Maurizio ha scritto:Un grande questo poeta! Sinceramente , personalmente,preferirei più la bora come vento anche se qui da noi non c'è mai! Ma anche un bel foehn freddo con muro della neve alle porte di Aosta non lo si butta dai ! Smile

Beh, non credo che nel 1820 potesse sapere molto del clima italico... stava sempre sul lato tirrenico dove spira o Maestrale (che lui chiama Zefiro/Favonio) o Libeccio. Razz
Si fosse spinto più all'interno, in Toscana, con un po' di fortuna avrebbe assistito allo sfondamento della Bora dall'Adriatico con qualche mini-bufera associata! Very Happy

Se vuoi ti posto la sua vita, così capisci quanta strada ha fatto. E' morto infatti molto giovane, circa a 35 anni

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Re: Un ode ... al Libeccio!!!

Messaggio Da Lele Comabbio il Gio Set 30, 2010 7:41 pm

Nasce nel 1792 da una famiglia aristocratica. Studia ad Oxford ma alla pubblicazione nei suoi anni formativi del trattato "La necessità di un ateismo" Shelly viene espulso dalla scuola. La famiglia, profondamente crisitana, cerca un atto di mediazione tra figlio e università ma Shelly stesso, da ribelle e rivoluzionario, rifiuta e si vede costretto alla rottura familiare e all'esilio volontario. Va così a vivere tra Irlanda e Galles come tutore della figlia di un noto proprietario di "Caffè" (centro sociale di dibattito, equivalente al nostro Centro Anziani). Scrive una serie di trattati ed esortazioni politiche attacando la monarchia, il carnivorismo, i valori matrimonialo, la religione e promuovendo la laicità dello stato, il vegetarianismo e l'amore libero. In questi anni si innamora di Harriet, la figlia del "caffettierario". Pochi anni dopo si trasferisce a Londra dove si innamora della sedicenne figlia Mary del filosofo Godwin, influenzatore dei romantici. Abbandona Harriet e i due figli precedenti e, deluso dalle istituzioni britanniche si trasferisce a Lerici (SP) dove sposa Mary che gli dà alla luce il figlio amatissimo William. Mary si dedica nel frattempo alla scrittura della novella "Frankestein". Questi sono gli anni più fiorenti dal punto di vista emotivo e riflessivo e letterario per Shelly dove compone la sua produzione poetica basata sulle immagini ricavate da esperienze sensibili e fenomeniche compiute nella natura italiana del lato tirrenico. Compie parecchi viaggi esplorativi, a nord lungo la costa ligure e a sud verso Napoli. Improvvisamente, nel 1822, il figlio William muore di broncopolmonite e la moglie Mary, dopo una profonda crisi nervosa, entra in uno stato depressivo che la porterà al suicidio (come l'altra moglie Harriet è stata costretta ad imporsi dopo l'abbandono di Shelly). Anche il poeta ne rimane colpito profondamente e una breve e degenerante malattia lo porta alla morte alla tenera età di 30 anni, nel pieno della giovinezza.

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Messaggio Da Maurizio il Ven Ott 01, 2010 1:20 pm

Lele Comabbio ha scritto:Nasce nel 1792 da una famiglia aristocratica. Studia ad Oxford ma alla pubblicazione nei suoi anni formativi del trattato "La necessità di un ateismo" Shelly viene espulso dalla scuola. La famiglia, profondamente crisitana, cerca un atto di mediazione tra figlio e università ma Shelly stesso, da ribelle e rivoluzionario, rifiuta e si vede costretto alla rottura familiare e all'esilio volontario. Va così a vivere tra Irlanda e Galles come tutore della figlia di un noto proprietario di "Caffè" (centro sociale di dibattito, equivalente al nostro Centro Anziani). Scrive una serie di trattati ed esortazioni politiche attacando la monarchia, il carnivorismo, i valori matrimonialo, la religione e promuovendo la laicità dello stato, il vegetarianismo e l'amore libero. In questi anni si innamora di Harriet, la figlia del "caffettierario". Pochi anni dopo si trasferisce a Londra dove si innamora della sedicenne figlia Mary del filosofo Godwin, influenzatore dei romantici. Abbandona Harriet e i due figli precedenti e, deluso dalle istituzioni britanniche si trasferisce a Lerici (SP) dove sposa Mary che gli dà alla luce il figlio amatissimo William. Mary si dedica nel frattempo alla scrittura della novella "Frankestein". Questi sono gli anni più fiorenti dal punto di vista emotivo e riflessivo e letterario per Shelly dove compone la sua produzione poetica basata sulle immagini ricavate da esperienze sensibili e fenomeniche compiute nella natura italiana del lato tirrenico. Compie parecchi viaggi esplorativi, a nord lungo la costa ligure e a sud verso Napoli. Improvvisamente, nel 1822, il figlio William muore di broncopolmonite e la moglie Mary, dopo una profonda crisi nervosa, entra in uno stato depressivo che la porterà al suicidio (come l'altra moglie Harriet è stata costretta ad imporsi dopo l'abbandono di Shelly). Anche il poeta ne rimane colpito profondamente e una breve e degenerante malattia lo porta alla morte alla tenera età di 30 anni, nel pieno della giovinezza.
Frankenstein l'ho letto quest'estate... poveraccio comunque...

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