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News Torino e Piemonte

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Gen 12, 2010 1:48 pm

Fonte: La Stampa
Sono in tutto tre le trivelle che dall’alba di questa mattina stanno effettuando i primi sondaggi per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Operano allo scalo merci di Orbassano, alla stazione ferroviaria di Collegno e a Torino, nel sito Amiat di Basse di Stura.
Nei tre siti i lavori si stanno svolgendo in modo regolare, senza intralcio da parte dei No Tav, nonostante sia in corso un presidio davanti alla stazione ferroviaria di Collegno. Si tratta di una ventina di persone che si sono radunate in maniera pacifica e che, attraverso i siti internet di riferimento del movimento hanno lanciato un tam tam per invitare chi è contrario all’alta velocità ad unirsi a loro, portando sul posto anche il necessario per affrontare una mobilitazione che sembra preannunciarsi piuttosto lunga.

Complessivamente sono 91 i sondaggi previsti, fra Torino e provincia, per arrivare al progetto preliminare dell’opera. Una dozzina di questi dovrebbe esser ultimata entro la fine del mese.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Gio Gen 21, 2010 4:56 pm

Torino, tre quartieri vogliono il limite di velocità a 30 km/h
La Stampa


Tutti pazzi per i 30 all’ora. Il traffico slow - non quello della coda ma quello che nasce da una scelta, compiuta da una città a misura di pedone, di shopping e con l’aria più pulita - a Torino piace sempre più. E così, con grande delizia dell’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero (grande sostenitrice - da sempre - delle isole pedonali e delle basse velocità) ormai si moltiplicano i quartieri che vogliono imitare l’esempio di Mirafiori Nord, o meglio quel pezzetto di città incastonato fra corso Siracusa, corso Orbassano, corso Sebastopoli e via Guido Reni che dall’estate scorsa ha sperimentato le auto-lumaca.

Zitta zitta, nel giugno 2009, la metropoli che dopo le Olimpiadi aveva messo il marchio «Turin always on the move» pure sulla carta da lettere del sindaco, decise di rallentare. Come? Trasformando una buona fetta del suo quartiere più popoloso, e semicentrale, Mirafiori Nord (104 mila abitanti), in una Paperopoli edizione mignon, dove l’auto con maggior ripresa ha la grinta della 313 rossoblù. E così questo pezzetto di città si è trasformato in un villaggio motorizzato a misura di bambino come si può incontrare soltanto nei fumetti.

Simulazioni alla mano questa piccola grande rivoluzione aveva l’obiettivo di abbattere gli incidenti del 70 per cento, e lo smog del 40. Per centrare la «mission» si sono eliminati i semafori (i pedoni hanno sempre la precedenza) riasfaltato le vie con bitume fonoassorbente per ridurre il rumore, creato chicane e aiuole capaci di rendere la vita impossibile a chi ama pigiare sull’acceleratore, ma migliorare le giornate di bimbi e anziani che vogliono riscoprire il proprio quartiere in edizione slow.

«Questo è soltanto un primo passo - aveva detto a suo tempo l’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero - ma dopo una fase sperimentale pensiamo di moltiplicare questi quartieri in tutta la città: abbiamo cominciato dalla quella zona perché quel quartiere ha voluto fare da apripista. Ma nulla ci vieterà di trasformare presto anche il centro storico in zona a traffico calmierato». Detto, fatto. Ora sono i presidenti di quartiere ad andare dall’assessore (che ieri parlava di «grande risposta di civiltà»)per chiederle di sperimentare anche loro la zona a 30 dove il pedone ha la precedenza assoluta e le biciclette e i mezzi elettrici precedenza sulle auto.

Il primo a rivolgersi all’assessore è stato il presidente Mario Cornelio Levi di San Salvario. Spiega, la presidente della sua commissione Viabilità, Carolina De Donato: «La zona che ci sembra ideale per subire questa “frenata” collettiva delle auto, e con essa dello smog, degli icnidenti e del rumore è quella compresa fra corso Marconi, corso Vittorio, corso Massimo d’Azeglio e via Nizza, così ricca di negozi, scuole, mercati, locali della movida. Già naturalmente non si va forte, ma, con l’arrivo dei segnali, migliorerebbe l’arredo urbano in favore dei pedoni e di chi ama fare shopping». Concldue: «In alcune zone della Svizzera vanno addirittura ai 20 e ne sono tutti felicissimi».

Stessa richiesta dalla circoscrizione 5, presieduta da Paola Bragantini: «Anche noi abbiamo individuato la zona ideale dove sperimentare il traffico slow - spiega - ed è la fetta di città attorno a via Lanzo». E infine il centro, dove la zona 30, per ovvi motivi legati alle isole pedonali, ai musei, e allo shopping, sarebbe ancora più strategica: «Già ora in parecchie strade, a partire da via Roma - spiega il presidente Massimo Guerrini - si procede a velocità contenuta - se l’arrivo della zona 30 vorrà dire migliorare anche l’arredo urbano e la vivibilità del quartiere noi sosterremo a gran voce le auto-lumaca».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Ven Gen 22, 2010 1:54 pm

Bossi: "La Tav? Non so se serve"
Fonte: La Stampa

Nel giorno in cui è stata portata a termine la prima fase dei sondaggi in Valle Susa, il tema della Torino-Lione è esploso nella campagna elettorale per le elezioni regionali in Piemonte,promettendo di condizionarle più di quanto sia accaduto finora. Il risultato non si è fatto attendere: ieri tra Pd e Pdl-Lega gli stracci sono volati da mattina a sera.

Galeotta è stata un’intervista rilasciata mercoledì da Umberto Bossi a «Telepadania», ripresa dal sito «Il Padano.com» e prontamente diffusa urbi et orbi dal deputato Pd Stefano Esposito. «Passiamo alle regionali - ha domandato ad un certo punto la giornalista dell’emittente leghista al Senatùr -. Ha detto che il Piemonte ha bisogno della Tav. E il Veneto?». «Non lo so, non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav - ha risposto Bossi dopo averci pensato un attimo -. So che il Piemonte ha bisogno di restare collegato alla Lombardia». Poi: «La geopolitica non cambia mai, il Piemonte ha bisogno del collegamento con il sistema imprenditoriale lombardo».

Un autogol in piena regola, stando al centrosinistra, che costringerebbe in difesa Roberto Cota, candidato leghista alla presidenza del Piemonte contro Mercedes Bresso e convinto sostenitore dell’opera. Il Pd sottolinea con la matita rossa soprattutto la prima frase. Anche la considerazione sulla necessità di mantenere un collegamento stretto con la Lombardia viene letta come la volontà di annettere il Piemonte al potente e non sempre amato vicino.

Poco importa se, a metà gennaio, lo stesso Bossi aveva preso decisamente posizione a favore della Tav in un articolo uscito sulla «Padania»: «In Piemonte è necessaria perchè se non si collega con la Lombardia e con la Francia è fuori. Dai tempi di Cavour il problema del Piemonte è proprio questo, la geopolitica non cambia mai». La frittata, stando al Pd, è fatta. La concomitanza con l’inedita manifestazione «Sì Tav» prevista domenica a Torino, organizzata su impulso di un comitato bipartisan ma ora disertata da Pdl e Lega, aggiunge legna sul fuoco della polemica. «Cota farebbe bene a partecipare dimostrando che è un sostenitore dell’opera» attacca Esposito. Quanto a Bossi, «ci spiega che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda».

L’interessato, fiutato il trappolone, non ha tardato a reagire. «Bresso si è ridotta a fare il taglia-incolla delle interviste di Bossi, troppa la paura di perdere - ha replicato Cota dopo una telefonata con il senatùr -. L’intervista a Bossi, se riportata integralmente, riprende quanto già detto dal segretario della Lega Nord su “La Padania”: per il Piemonte la Tav è un’opportunità per collegarsi all’Europa, al Veneto e alla Lombardia». Nelle stesse ore «Telepadania» smentiva Esposito - «Bossi non ha mai detto che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda» - e il Pdl , nella persona del coordinatore regionale Enzo Ghigo, si affrettava a ribadire la «forza e la coerenza nel sostenere la Tav»: «Semmai è’ il centrosinistra a mostrarsi ambiguo e incerto».

Sul fronte opposto, la prima ad affondare il colpo è stata Bresso: «Le dimostrazioni di Bossi rendono evidente che molti esponenti della destra, in particolare i leghisti, sono contrari alla Tav. A loro non interessa il futuro del Piemonte e dell’Italia». Nel mirino della «zarina», come viene soprannominata la presidente uscente, anche «la mentalità dei colonizzatori dei leghisti, che vorrebbero rendere il Piemonte succube della Lombardia». Dello stesso avviso il sindaco di Torino. Chiamparino: «La battuta di Bossi tradisce un duplice sentimento della Lega: il legame conservatore con il territorio, che alcuni fa portò il leghista Borghezio a protestare con i No-Tav, e l’idea che il Piemonte debba essere annesso alla Lombardia».

«La carta geografica di Bossi considera il Piemonte una periferia di Milano», rincara Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino. «Bossi No Tav? Non ci sorprende - conclude il segretario regionale del Pd Morgando -: da anni i militanti leghisti si battono con i No Tav. Cota si preoccupi delle contraddizioni della sua coalizione».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Sab Gen 23, 2010 9:46 am

Bresso-Cota 47 a 45% nei sondaggi
Fonte: La Stampa

Se si votasse oggi per le regionali la vittoria o la sconfitta di Mercedes Bresso e Roberto Cota si giocherebbe sulla base di poche migliaia di voti. La presidente uscente, infatti, è in testa nelle intenzioni di voto, 47% a 45%, mentre la coalizione di centrodestra è in vantaggio di un punto su quella di centrosinistra con dentro l’Udc e senza Rifondazione e Radicali. Il testa a testa è il risultato di un sondaggio eseguito dall’Istituto Piepoli dal 14 al 18 gennaio su un campione di 800 piemontesi. Di questi l’8% dichiara di voler votare un terzo candidato e il 13 per cento non ha ancora scelto.

I due sfidanti
Bresso si conferma con un livello di conoscenza e di fiducia più alto rispetto a Cota «anche grazie al giudizio positivo dei cittadini nei confronti dell’operato della giunta», spiega il ricercatore Andrea Tozzi. Il 52% del campione, infatti, esprime soddisfazione per il lavoro svolto dalla giunta di centrosinistra, mentre il 43 per cento è insoddisfatto. E così l’83% del campione afferma di conoscere la presidente e il 60% di avere fiducia in lei.

Il capogruppo della Lega Nord alla Camera è conosciuto dal 66 per cento dei piemontesi e il 43% ha fiducia in lui. Interessante poi la percezione che i piemontesi hanno dei due sfidanti. Bresso viene percepita come determinata e onesta dal 70% degli intervistati. Percentuali che scendono al 65 e al 57 per cento per Cota. La presidente poi fa sognare un futuro migliore più di quanto sia in grado di fare Cota (52% contro 41) ed è più vicina alla gente (55 contro 53). Secondo Tozzi, però, «i margini di possibile crescita per il candidato della Lega Nord e del centrodestra stanno nella sua capacità di aumentare la sua conoscenza tra i piemontesi».

I partiti

Secondo il sondaggio il Pd, con il 32%, è il primo partito in Piemonte. Supera di un punto il Pdl. La coalizione di centrodestra è però al 47 (la Lega Nord, in crescita, raggiunge il 16%) mentre il centrosinistra con l’Udc (oggi sarà ufficialmente firmata l’alleanza politica e programmatica tra il partito di Casini e la Bresso) si ferma al 46, ma centristi e Italia dei Valori perdono consensi rispetto alle Europee. Il sondaggio, per ora, testa solo i partiti maggiori ed esclude dalla coalizione pro-Bresso i radicali e la Federazione della Sinistra.

Le piccole formazioni
Tozzi sottolinea come solo con una «visione più definita delle alleanze si potrà chiarire meglio il quadro politico». Sulla carta Sinistra e radicali valgono il 2% a testa e Bresso e il Pd stanno cercando di definire con i primi un’intesa tecnica mentre i secondi dovrebbero essere nella coalizione. Cota, però, potrebbe contare sui voti della Destra e della Dc (attualmente conteggiati sotto la voce altri con una stima del 3%). E poi restano da definire eventuali alleanze con i Pensionati (il consigliere Giovine però è stato visto aggirarsi all’inaugurazione della sede elettorale della Bresso).

E la Bresso potrà contare sull’appoggio della lista del presidente, Insieme per Bresso - resta da capire se recupererà voti al di fuori del Pd o se li drenerà - e dei Moderati che saranno guidati dall’assessore Deorsola. Con questi numeri e con queste incognite è difficile delineare linee di tendenza definite: «La situazione è ancora fortemente incerta» dice Tozzi. Il sondaggio non fa che confermare che il Piemonte sarà una delle Regioni in bilico tra i due schieramenti.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Dom Gen 24, 2010 9:23 am

Cambia l'ordinanza sui veicoli Euro 2
Fonte: La Stampa

Se prima era complicato, ora lo è di più. Stretto tra la volontà di rispettare la legge («In Lombardia la magistratura ha indagato Formigoni per non aver applicato le norme antinquinamento») e il desiderio di non essere indicato come un persecutore dai suoi cittadini automobilisti più malridotti, quelli che continuano a circolare con vecchi diesel Euro 2 e con più di 10 anni di vita, il Comune di Torino ha deciso di sospendere e di cambiare l’ordinanza posticipandone l’entrata in vigore da lunedì a mercoledì.

La modifica sarà sostanziale: il divieto di circolazione dalle 8 alle 19 per i veicoli che trasportano persone e dalle 8,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 19 per chi trasporta merci varrà solo per i non residenti a Torino. Il divieto per i torinesi scatterà «solo» dalle 9 per finire alle 17 (l’orario per i mezzi commerciali resta invece invariato). «Il nuovo orario è utile, ad esempio, per arrivare in ufficio e per poter tornare a casa con la propria, vecchia Euro 2 diesel» spiega Tricarico.

La decisione dell’assessore, d’accordo con la collega Sestero e il sindaco Chiamparino, dovrà essere ratificata nella giunta di martedì prossimo per entrare in vigore il mercoledì successivo. Ed è stata comunicata ieri nel corso della riunione che l’assessore provinciale all’Ambiente, Ronco, aveva convocato a palazzo Cisterna dopo che ben otto dei 17 comuni coinvolti dal provvedimento previsto da una legge regionale e rivolto a tutti i comuni con più di 25 mila abitanti, si erano sfilati, rifiutandosi di adottare ordinanze analoghe a quella di Torino. Il diplomatico Ronco si rifiuta di giudicare come «rappresaglia» la decisione di Torino, anzi la considera «un rafforzamento, un riconoscimento del divieto adottato comunque da altri 8 Comuni.

Dei rimanenti 8 «ribelli», Venaria e Beinasco si sono detti disponibili ad aderire al divieto una volta risolti i contenziosi viari che hanno con la Provincia». Tricarico, ovviamente, non può negare che la decisione di cambiare l’ordinanza nasce dal fatto che alcuni comuni si sono sfilati, ma spiega: «Dei circa 80 mila veicoli toccati dal divieto, appena 14 mila appartengono a torinesi che si riducono ulteriormente con tutte le esenzioni che abbiamo concesso (over 65, con il posto di lavoro lontano più di 300 metri dalla prima fermata del bus e così via, ndr). Riteniamo, quindi, che la maggioranza dei vecchi diesel che vogliamo eliminare dalla città appartengano ai cosiddetti “cityuser”, coloro i quali abitano fuori Torino e la “usano” venendo, ad esempio, a lavorare.

Ecco, riteniamo che il divieto si scaricherà soprattutto su di loro. Con questo provvedimento siamo a posto anche con la legge regionale che prevede uno stop minimo di 8 ore». Contento Tricarico, a essere furibondo è il centrodestra, in particolare il Pdl. ieri, Barbara Bonino e Roberto Ravello, hanno snocciolato numeri su numeri per dimostrare la sostanziale inutilità del provvedimento e quanto sono costosi- e inutili - i possibili tacconi, come il Fap, filtro antiparticolato. Critiche accompagnate dall’annuncio che il Pdl presenterà ovunque mozioni per chiedere il rinvio del provvedimento. «La lotta all’inquinamento - replica Ronco - è fatto di tante misure, nessuna da sola efficace. Ma questo modo di agire adottato dal 2000 ad oggi ci ha permesso di migliorare del 60% la qualità dell’aria».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Gen 26, 2010 1:55 pm

Fonte: La Stampa

Il futuro nasce a Torino. È partita dai laboratori Telecom di via Reiss Romoli la sperimentazione della tecnologia Lte, Long Term Evolution, la super rete mobile per chiavette da computer e telefoni cellulari. Il primo trial pre-commerciale al mondo riguarda per ora 14 celle di trasmissione nelle vie e nelle piazze più centrali della città: garantiscono trasmissioni dati con velocità fino a 140 Megabit al secondo.

È l’ultima evoluzione prima delle cosiddette reti di quarta generazione 4G, ancora in fase di sviluppo. La rivoluzione super 3G ridurrà non solo i tempi di risposta nella navigazione Internet via cellulare o attraverso la chiavetta, ma trasformerà anche le trasmissioni video con la possibilità di organizzare videoconferenze ad alta definizione, di avere in tasca un vero e proprio ufficio a distanza, oppure di videochattare in movimento con tempi di risposta di circa 10-20 millisecondi.
Il super 3G creerà inevitabilmente un nuovo identikit della clientela: più che «privati» e «business», gli operatori telefonici dovranno differenziare le loro proposte commerciali e i loro clienti fra «utenti tecnologicamente più o meno avanzati». E in base a questo si potenzieranno le reti e le possibilità di sfruttarle appieno.
Grazie alle trasmissioni Lte «tutti i servizi ad alta velocità - è la sintesi di Telecom Italia - sono e saranno sempre più disponibili su cellulare e su chiavetta: da quelli professionali ai videogiochi».

L’ingegner Sandro Dionisi è il direttore del Telecom Italia Lab: «Come sempre accade, anche questa nuova tecnologia è stata sperimentata prima in laboratorio, poi “sul campo”, per valutare l’effetto reale delle trasmissioni da un punto di vista della propagazione del segnale e delle interferenze». Una vettura attrezzata dal laboratorio di via Reiss Romoli ha attraversato - e continua ad attraversare - le strade del centro, e da qui i tecnici si mettono in contatto con altri tecnici nei laboratori Telecom, videocomunicando e misurando la qualità dei segnali.
Per ora il cittadino non può che aspettare. La nuova rete - prevedono in Telecom - entrerà in funzione non prima di fine anno: «La Lte è una tecnologia così nuova che ci attende una fase sperimentale lunga tutto il 2010», conferma l’ingegner Dionisi.

Solo in primavera i tecnici sperimenteranno i primi apparecchi simili a quelli che potrebbero essere messi in commercio dai diversi produttori, mentre finora si sono utilizzate attrezzature delle dimensioni dei modem: apparecchi nuovi, in grado di ricevere e trasmettere col super segnale. «A inizio 2011 potranno essere in commercio le prime chiavette, e solo a fine 2011 nasceranno i telefonini dedicati».

La rete super 3G cambierà la logica della diffusione: «Le reti saranno potenziate laddove la clientela, privata o business che sia, richiederà il servizio». Intanto, i risultati della sperimentazione - garantiscono in via Reiss Romoli 274 - sono positivi. La trasmissione Lte offrirà picchi di 179 Mbps in ricezione e 58 Mbps in trasmissione. Tradotto: una velocità dieci volte superiore all’attuale Hspa, oggi il più potente standard di rete a banda larga disponibile.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mer Feb 10, 2010 2:05 pm

La Stampa


Scavalcati a destra. Sul fronte delle ronde, leghisti e pidiellini sono stati bruciati dal governo di centrosinistra che guida Palazzo Civico e da Andrea Stara, presidente della Circoscrizione 2 in passato esponente dei duri e puri del Pdci che non ha remore a sostenere che «la sinistra deve capire chi è veramente il soggetto debole e difenderlo».

Da sabato prossimo dunque, nel quartiere faranno il loro esordio i City Angels, associazione di volontari che conta circa 500 soci in tutta Italia e una quarantina a Torino, il dieci per cento dei quali di origine straniera. Per Santa Rita e Mirafiori Nord non sarà una novità assoluta, perché quei giovanotti e pensionati bardati con basco azzurro e maglietta rossa, già venivano utilizzati dal quartiere per vigilare sui Punti verdi estivi e in altri luoghi.

La differenza è che oggi la loro attività è sancita da una delibera della giunta comunale approvata a fine dicembre - un fatto inspiegabilmente passato sotto silenzio - con la quale si approva la stipula di una convenzione con i City Angels e si stanziano anche 15 mila euro di contributo «che serviranno - spiega Alfredo Tavernese, presidente nazionale dei “baschi blu” - per le divise, per pagare i buoni pasto e la benzina per raggiungere il luogo da controllare. Un po’ come accade per i nonni-vigile». Non un euro cioè andrà al volontario perché, come dice la parola stessa, svolge un’attività di sua iniziativa.

Il busillis sta tutto qui. Le ronde immaginate dal ministro Maroni si sono arenate sulle regole imposte dal Viminale: niente divise, ronde formate solo da ex-carabinieri e poliziotti e impiegabili unicamente su richiesta del sindaco... «Regole assurde - chiosa Tavernese - noi non avremmo mai accettato di rinunciare alla nostra divisa». Regole che evidentemente non sono piaciute a nessuno perché non si ha notizia di ronde modello-Maroni in nessuna parte d’Italia.

Il Comune di Torino ha aggirato tutti gli ostacoli applicando ai City Angels la legge che regola le associazioni di volontariato e che nulla dice sulla divisa e che permette ai City Angels «di intervenire in flagranza di reato come previsto dal Codice per qualsiasi cittadino - spiega Tavernese - Le ronde di Maroni non ci vanno giù, anche se al Ministero ci hanno informato che intendono introdurre importanti modifiche, perché loro nascono per andare a cercare chi non si comporta bene, salvo poi limitarsi a chiedera l’intervento della forza pubblica. Noi vogliamo solo stare in mezzo alla gente e, se vediamo che stanno aggredendo qualcuno, interveniamo».

Nella delibera comunale inoltre, si fa espresso riferimento alla collaborazione con i vigili urbani che verranno sempre informati e riceveranno relazioni puntuali di ciò che i City Angels faranno. La delibera individua anche i luoghi dove i baschi blu dovranno svolgere la loro attività di «assistenza e supporto alla cittadinanza e di presenza sul territorio». Sono piazza Carlo Felice, via Cecchi-via Giovanni Bosco e vie limitrofe, Piazza d’Armi e Parco Rignon, via Chiesa della Salute e strade attorno.
I volontari seguiranno anche corsi di formazione (tecniche di squadra, autodifesa, pronto soccorso, nozioni giuridiche e via ad elencare) il primo dei quali, con la partecipazione di docenti forniti anche dal Comndo vigili, inizierà il 17 febbraio: «Avremmo bisogno di raddoppiare gli attuali 40 volontari» dice Tavernese che per ogni chiarimento suggerisce di telefonare al 393.0333101. In ogni caso i volontari si muoveranno in coppia comunicando la cosa alla Centrale operativa dei vigili mentre le eventuali segnalazioni verranno inviate al Contact center sempre dei vigili.

La delibera comunale porta la firma dell’assessore Mangone, ma ieri a presenziare alla conferenza stampa della Circoscrizione 2 c’era solo l’assessore al Bilancio, Gianguido Passoni. Tranne la Circoscrizione 5, guarda caso guidata da Paola Bragantini, compagna di Andrea Stara, e che presto inaugurerà anche lei analogo servizio, nessun’altra Circoscrizione s’è fatta avanti per chiedere, almeno per ora, la collaborazione dei City Angels i quali, sabato, faranno il loro esordio nei mercati di corso Sebastopoli, piazza Livio Bianco e via Nitti, nei giardini di via Boston, in via Dina, in corso Orbassano e dove la Circoscrizione riterrà più utile chiedere il loro impiego.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Feb 23, 2010 2:21 pm

La Stampa

Sei mesi di lavoro; migliaia di ragazzi di oltre 40 scuole, università e associazioni studentesche piemontesi e italiane coinvolti in percorsi di formazione e attraverso il portale web; 600 giovani ospiti a Torino dall’1 al 4 marzo; 50 ragazzi provenienti da 7 Paesi europei (Ungheria, Bulgaria, Lituania, Olanda, Francia, Romania e Spagna); un tema portante di stringente attualità come la sostenibilità con 5 filoni di discussione incentrati su acqua, aria, terra, energia e città sostenibile per 30 tavoli di lavoro; 3 lezioni aperte al pubblico; un sito internet all’avanguardia che utilizza gli strumenti del web 2.0 per dialogare con i partecipanti.

Questi sono solo alcuni dei numeri di Democrazia 2.0 - Sostenibilità, che avrà luogo a Torino dal 1 al 4 marzo 2010, nell’ambito del calendario di Y-our time/Torino 2010 European Youth Capital. Il progetto, fortemente voluto dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, propone un percorso innovativo di educazione attraverso workshop e dibattiti su temi di grande urgenza e interesse pubblico, quali la sostenibilità etica, economico-sociale e ambientale delle politiche e degli stili di vita, partendo dalle abitudini dei giovani nei diversi luoghi del pianeta (energia utilizzata, mobilità, consumo, rifiuti, ecc.), per arrivare ad indagare la qualità degli insediamenti umani (megalopoli, città, pianure, deserti, ecc.), il rapporto tra le generazioni, gli scenari futuri.

Il Forum di Torino, organizzato dallo staff di Biennale Democrazia della Città di Torino in collaborazione con Environment Park, Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino, Goethe Institut Torino e Slow Food, si articola in una serie di workshop, tavoli di lavoro, sedute plenarie e semi-plenarie non aperti al pubblico e si svolgerà principalmente nelle sale del Centro Interculturale della Città di Torino e dell’Environment Park.

L’evento sarà inoltre arricchito dalla presenza di relatori internazionali, protagonisti di Lezioni Aperte per tutta la cittadinanza: lunedì 1 marzo alle 17.30 al Teatro Carignano verrà offerta a tutti i giovani partecipanti al Forum la prima delle Lezioni Bobbio 2010, organizzate dal Comitato nazionale Norberto Bobbio: ospite l’economista Jean Paul Fitoussi, sul tema Diseguaglianze e Diritti. Martedì 2 marzo al Teatro Regio, alle 18.30 sarà la volta di Woodrow Clark, co-vincitore nel 2007, insieme ad Al Gore, del Premio Nobel per la Pace con l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che relazionerà sul tema Il futuro dell’economia: per una rivoluzione industriale sostenibile, presentato da Luca Mercalli. Mercoledì 3 marzo, sempre al Regio alle 18.30, Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia, introdurrà Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che discuterà di Sovranità alimentare e diritto al cibo.

Le riflessioni emerse nelle giornate del Forum saranno sintetizzate in un Manifesto, che sarà oggetto di una massiccia diffusione in rete e di una campagna di comunicazione sui muri della città. Il Manifesto costituirà la base per un più ampio rapporto da presentare alle Istituzioni locali ed europee nell’ottica della futura programmazione delle politiche giovanili, oltre a rappresentare una tappa preparatoria in vista dell’importante appuntamento con la seconda edizione di Biennale Democrazia dell’aprile 2011.

Il Manifesto sarà discusso dai ragazzi con Trevor Fitzgibbon, uno tra i più importanti attivisti del movimento MoveOn.org capace di mobilitare quasi un milione di volontari per Obama, raccogliendo con un fundraising on-line ben 58 milioni di dollari. Fitzgibbon incontrerà i giovani dopo aver assistito alle fasi finali della costruzione del Manifesto, portando loro la propria esperienza e suggerendo interventi per portare avanti con successo le istanze emerse dal Forum.

Il Forum di Torino costituisce la parte conclusiva di un processo iniziato a settembre e che ha visto impegnato in una prima fase un team di ricercatori – Alice Benessia, Maria Bucci, Simone Contu, Vincenzo Guarnieri - nella preparazione dei documenti necessari allo sviluppo del dibattito sul macro-tema della sostenibilità. Lo studio ha portato all’individuazione delle 5 aree di discussione: l’aria, l’acqua, la terra, l’energia e la città sostenibile, considerati come elementi fondamentali dell’ambiente in cui viviamo ma soprattutto come oggetti politici, e come tali subordinati a decisioni e strategie politiche ed economiche.

I documenti scientifici e i temi della discussione sono stati riversati sul portale www.democrazia20.it, che si avvale dei principali strumenti di dialogo oggi disponibili in rete: da You Tube a FaceBook, da Twitter ai feed RSS e che in breve tempo ha ospitato una vera e propria community on-line, costituendo allo stesso tempo un efficace strumento di lavoro e di scambio di opinioni e documenti fra i partecipanti al progetto.

I contenuti elaborati dal team di ricercatori hanno costituito la base della seconda fase del progetto: un’azione di formazione, diffusione e approfondimento per i ragazzi delle scuole superiori, delle università e delle associazioni studentesche attraverso la realizzazione di 60 incontri tenuti, tra novembre e febbraio, da formatori competenti dell’Associazione Acmos sui temi individuati. Obiettivo: sensibilizzare il maggior numero di giovani al fine di animare una discussione sul web e rielaborare i contenuti del portale.

A partire dal 1 marzo prende dunque il via l’ultima fase del progetto: il Forum, nel quale 400 giovani, dopo aver seguito il programma formativo dei mesi precedenti, approfondiscono e discutono in diverse sessioni di lavoro i contenuti individuati dalla piattaforma. Per soddisfare il gran numero di richieste pervenute agli organizzatori, per altri 200 ragazzi è stato elaborato un percorso di Incontri articolato in 2 giornate di formazione e discussione con interventi di Silvio Funtowicz, filosofo ed esperto di politiche pubbliche della scienza, Bruna De Marchi, sociologa ed esperta di rischi ambientali e di gestione delle emergenze, e dell’architetto Piergiorgio Turi della Fondazione Ordine Architetti di Torino.

“La sostenibilità - ha dichiarato Gustavo Zagrebelsky - non è soltanto materia per la discussione di scienziati ed esperti, ma è, prima di tutto, un modo per porre in questione la qualità e le forme della nostra convivenza democratica. Per questa ragione, il progetto Democrazia 2.0, che ha coinvolto migliaia di giovani italiani ed europei in un percorso di discussione informata su questi temi, è soltanto la prima tappa di un percorso con i ragazzi e le scuole che sarà sviluppato e approfondito nell’aprile 2011 con la seconda edizione di Biennale Democrazia”.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Apr 27, 2010 1:46 pm

Basta ipermercati in Piemonte
Fonte: La Stampa

Revoca dei procedimenti esistenti per il rilascio delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita e blocco delle istanze non ancora concluse. Su proposta dell’assessore al Commercio, William Casoni, la giunta regionale guidata da Roberto Cota ha deciso di porre un freno alla costruzione dei grandi centri commerciali. Una sospensione che varrà nel futuro - a breve sarà preparata una legge di programmazione ad hoc - e che nell’immediato porta ad un’attenta verifica di otto domande di ampliamento e/o costruzione sparse in tutto il Piemonte. Due richieste sono legate a licenze per alimentari e le altre 6 per l’extra alimentare.

Toccherà agli uffici regionali dell’assessorato mettere in pratica le indicazioni politiche dell’assessore verificando lo stato di avanzamento delle procedure per evitare eventuali iniziative legali delle aziende. Si tratta di istanze che non sono ancora arrivate all’esame della conferenza dei servizi. Otto i comuni interessati: Rivalta, Orbassano e Moncalieri in provincia di Torino. E poi Alba, Valdengo e Quaregna nel biellese; Crescentino e Vercelli città.

Tra oggi e domani si saprà quali di queste richieste avrà superato l’esame degli uffici, la sospensione potrebbe scattare per 3 o 4 domande. Al di là dei numeri, però, quel che conta è il segnale politico che la giunta vuole lanciare: «Abbiamo ritenuto estremamente importante - spiega l’assessore Casoni - inviare da subito un segnale chiaro del cambio di rotta e di una maggiore attenzione della nuova Amministrazione nei confronti del commercio».

Del resto Casoni, incontrando una foltissima delegazione degli ambulanti che protestavano contro l’applicazione della Bolkestein aveva promesso un intervento immediato. E ieri nella riunione della giunta sono state revocate due precedenti delibere dell’esecutivo (la prima della giunta Ghigo e la seconda approvata alla fine di marzo di quest’anno dalla giunta Bresso) perché «necessitano di maggiore e più efficace coordinamento» con la programmazione urbanistica per l'insediamento del commercio al dettaglio in sede fissa.

L’assessorato, poi, dovrà valutare l’esistenza di un possibile «contrasto con l'utilità sociale richiamati dall’articolo 41 della Costituzione per i casi di autorizzazione, trasferimento, variazione della superficie di vendita degli esercizi commerciali». Spiega ancora Casoni: «L’eccessiva proliferazione di grandi centri commerciali negli ultimi anni ha segnato con profonda negatività il piccolo commercio e la vita sociale dei centri storici in tutto il Piemonte, dalle grandi località fino nei più piccoli paesi delle nostre provincie». Dieci anni fa in tutto il Piemonte esistevano 52 medie strutture di distribuzione e 32 della grande per complessivi 370.281 metri quadrati. Nel 2008 il numero delle grandi strutture ha superato quello delle medie 101 a 97 per 862.651 metri quadrati.

Il provvedimento è stato accolto con molta preoccupazione dai rappresentanti della grande distribuzione. Savino Russo, delegato Federdistribuzione di Torino, sottolinea la necessità di aprire un tavolo con la Regione per «ragionare insieme sulle prospettive di crescita di un settore che può portare occupazione».

Giancarlo Gonella, presidente Associazione Regionale Cooperative di Consumo, aggiunge: «Avevamo accolto con favore che la nuova Giunta ponesse lavoro e occupazione al primo posto del proprio impegno: ebbene, qui ci sono prospettive di lavoro per nuovi dipendenti e per l'indotto che ne consegue (migliaia di aziende grandi e piccole) che vengono "congelate"».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Sab Mag 01, 2010 2:17 pm

"Assumiamo solo piemontesi o capaci di parlare il dialetto"
La Stampa



Quando hanno ricevuto la richiesta all’Ufficio per l’impiego di Pinerolo sono sobbalzati. «Sarà un errore», hanno pensato. Si sono attaccati al telefono per verificare, capire, chiedere chiarimenti. Dall’altro capo lo stesso stupore: «Perché, che c’è di strano?». Di strano c’è che una piccola azienda di Scalenghe, che produce macchinari zootecnici e agricoli, ha urgente bisogno di un disegnatore esperto in progettazione, ma lo vuole piemontese o, almeno, capace di parlare il dialetto. E l’ha messo nero su bianco nella richiesta inviata al centro per l’impiego: «Cercasi disegnatore per la progettazione di stalle, con diploma o laurea. Preferibilmente piemontese».

Sui primi due requisiti niente da eccepire. Il terzo però - l’origine etnica - ha mandato in tilt il sistema dell’ufficio di collocamento, tant’è vero che ieri mattina, nella bacheca dove vengono affisse le offerte di lavoro, quella inviata dalla Ascai di Scalenghe non c’era. «L’abbiamo bloccata», spiega Renato Zambon, dirigente dell’ufficio pinerolese.

Non era accettabile. Fa a pugni con tutte le norme stabilite dal ministero del Lavoro, che prevedono pari opportunità nell’accesso all’impiego e non ammettono nemmeno distinzioni di sesso».

A Scalenghe sono rimasti di sasso. Il signor Dario Audisio - che con il fratello Pier Giorgio e il nipote gestisce questa piccola ditta che produce nastri trasportatori utilizzati nelle stalle per portare all’esterno il letame - allarga le braccia sconsolato: «Razzista? Io? Ma non scherziamo». Mostra il suo capannone, con gli operai al lavoro. È imbarazzato, avvilito. «Guardi, abbiamo 15 dipendenti: due sono stranieri e alcuni sono nati nel Sud Italia. Le sembriamo gente che discrimina?». È stato lui a scrivere la domanda e a inviarla all’ufficio di Pinerolo.

«È vero, abbiamo scritto che cercavamo un addetto e preferivamo parlasse piemontese, ma solo perché il disegnatore, una volta assunto, dovrà anche andare nelle aziende della zona e avere a che fare con clienti che spesso parlano meglio il piemontese dell’italiano. Non è una scelta politica; quelle rimangono fuori dal lavoro. Questa è un’esigenza pratica».

Ecco spiegato anche il perché, sempre nella stessa domanda, la Ascai ha inserito un’altra singolare richiesta: il dipendente dev’essere residente nelle campagne della zona. «Vero, ma anche qui non c’è nulla di “leghista”: in passato abbiamo assunto anche persone extracomunitarie, ma a volte abbiamo visto che dopo un po’ se ne andavano, lasciavano l’azienda per tornare nel paese d’origine. Un giovane della zona, invece, oltre a conoscere bene la nostra realtà, offre maggiori garanzie: è legato al territorio, vuole tenere qui le sue radici. Insomma, è più affidabile. Questo non è razzismo; è realismo».

Sarà, ma ai funzionari dell’Ufficio per l’impiego le spiegazioni del signor Audisio non sono bastate. L’annuncio è stato stralciato, la richiesta rispedita al mittente: così non si pubblica. «Abbiamo chiesto alla ditta di mandarcene una nuova che non contenga riferimenti a provenienza o etnie - racconta Zambon - Se lo faranno, la prossima settimana l’annuncio sarà inserito nella nostra banca dati».

Alla Ascai scuotono la testa. Dario Audisio non si stanca di ripeterlo: «Avremo forse altre colpe, commetteremo errori, ma non accusateci di essere razzisti. Spesso nelle ricerche del personale si richiede la conoscenza dell’inglese o del francese: non credo sia un vezzo, è un’esigenza dell’azienda. Ebbene, noi abbiamo bisogno anche di persone che sappiano parlare il piemontese, perché i nostri clienti sono allevatori e spesso si esprimono in dialetto. Che male c’è?».


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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Mag 11, 2010 6:34 pm

Collegno, uccide la moglie con 50 coltellate
Fonte: La Stampa

Una giovane moglie uccisa con cinquanta coltellate dal marito, davanti all’assistente sociale che li stava aiutando nella separazione. Un’anziana zia soffocata dal nipote nell’appartamento da cui stavano per essere sfrattati. Due delitti in un solo giorno, a Torino, due drammi maturati in ambienti e contesti diversi, ma con lo stesso comune denominatore: la violenza che si scatena all’interno della famiglia, all’improvviso, e che trasforma tensioni, liti e disagi in tragedia.

La prima questa mattina, poco dopo le 9.30, negli uffici del Cisap, il Consorzio intercomunale dei servizi alla persona di Collegno. Cristina Rolle, insegnante di matematica di 33 anni, e il marito Giampiero Prato, perito informatico di 38 anni, sono a colloquio con l’assistente sociale. Discutono della loro separazione e dell’affidamento delle due figlie, di cinque e sette anni. Un confronto «cordiale e civile», come sempre da quando, nel 2008, avevano deciso di farsi aiutare dagli esperti del consorzio. «Era una coppia tranquilla, animata dall’unico desiderio di non far soffrire le figlie», racconta il direttore del Cisap, Mauro Perino. La violenza all’improvviso: l’uomo ha estratto da una borsa ventiquattrore un coltellaccio da macellaio, con una lama di oltre 20 centimetri, e ha iniziato a colpire la moglie. Era ’colpevolè, ai suoi occhi, di avere messo contro i suoi genitori, i nonni paterni, le bambine, che non ne volevano sapere di stare con loro quando ad accudirle doveva essere il padre.

Fuori dalla stanza nessuno si è accorto di nulla, fino a quando l’uxoricida è uscito in corridoio, le mani sporche di sangue. Solo a quel punto è scattata la telefonata al 112, che ha fatto intervenire i carabinieri. «Non sparatemi», ha detto il marito assassino ai militari dell’Arma, che lo hanno accompagnato in caserma, dove ha rilasciato una lunga confessione-sfogo al capitano Massimo Pesa. Frasi sconclusionate, alternate a lunghi silenzi e alla richiesta di aiutare i suoi genitori. «La prego - ha ripetuto più volte all’ufficiale dell’Arma - li aiuti lei...». Qualche chilometro più in là, a Torino, un’altra tragedia familiare. Gianfranco Varetto, 62 anni, ha soffocato con un cuscino l’anziana zia, Concetta Giuseppina Castino, poi ha cercato di togliersi la vita tagliandosi le vene. «Voleva morire, le ho dato una mano», ha detto l’uomo in evidente stato confusionale. È stato lui a chiamare i carabinieri, dopo essere svenuto per diverse ore, e a raccontare dello sfratto e della disperazione per quella casa - tutta la loro vita - che stava per sparire. Da un giorno all’altro, senza nessuna alternativa. Una preoccupazione troppo grande, evidentemente, per andare avanti, un dolore così forte da preferire la morte ad una vita di stenti.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Giu 01, 2010 7:06 pm

Fonte: La Stampa

Violenza e morte in una casa del Canavese: durante una rapina a due anziani coniugi, la donna, dopo essere stata imbavagliata dai malviventi, è morta, probabilmente per asfissia. Se l’è invece miracolosamente cavata il marito: solo ferite leggere e contusioni per lui. Il dramma è stato fulmineo: tutto si è svolto in pochi minuti, da quando, tre banditi hanno fatto irruzione verso le 7,30, nella casa di Antonio Puddesu, 79 anni e la moglie, Matilde Ruggiero, 77, nel quartiere San Giovanni, a Ivrea (Torino). Rapina classica, messa a segno da gente molto bene informata delle caratteristiche delle vittime: oltre all’età avanzata, infatti, l’uomo è cieco e non a caso i malviventi si sono rivolti alla donna - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - per sapere dov’era il denaro, dopo aver immobilizzato entrambi. Tutto si è svolto in pochi minuti: la donna ha cercato di prendere tempo, visibilmente terrorizzata, mentre il marito prendeva decisamente l’iniziativa chiedendo con forza ai delinquenti di lasciare in pace almeno la moglie.

Niente da fare: l’uomo veniva percosso e minacciato di morte, mentre la donna era appena stata imbavagliata con l’applicazione di vistosi cerotti sulla bocca per impedirle di urlare. Questo trattamento sarebbe risultato poi fatale: la donna, infatti, all’arrivo delle forze dell’ordine, dopo che i malviventi si erano allontanati, dileguandosi, ha accusato una crisi respiratoria molto seria. Il marito, con una terribile forza d’animo, nel frattempo era riuscito a liberarsi e a chiamare aiuto, ma all’arrivo dell’ambulanza, Matilde Ruggiero era già morta. I rapinatori sono comunque riusciti nel proprio intento, rubando il denaro in quantità che le forze dell’ordine non hanno ancora quantificato.

L’uomo, accompagnato in ospedale, ha mantenuto sufficiente lucidità per raccontare ai carabinieri l’accaduto. Nel corso della sua deposizione è risultato anche che avesse subito una rapina in strada alcune settimane fa: saranno poi gli uomini del comandante provinciale Antonio De Vita, che hanno interrogato anche gli abitanti del piccolo condominio in cui vivevano i coniugi, a stabilire che non vi fossero siano connessioni tra i fatti. Dalle prime indagini risulta che i malviventi potrebbero essere italiani. Avrebbero accerchiato Puddesu appena sceso nel cortile di casa, come era solito fare per accertarsi delle condizioni meteo e poi convinto a entrare in casa, tanto è vero che non sono stati riscontrati segni di effrazione. La somma fruttata dalla rapina ai malviventi è misera, circa 20 mila euro, che i coniugi custodivano in casa in una cassetta di sicurezza. Quella delle rapine seriali (i due anziani ne avevano subite addirittura due nelle scorse settimane) è solo una coincidenza: la sfortuna, evidentemente, si è accanita contro i coniugi Puddesu in questo periodo. Ulteriore sfortuna, i delinquenti erano dilettanti, perchè hanno stretto troppo il nastro isolante sulla bocca della donna, causandone la morte. Adesso quindi dovranno rispondere di omicidio aggravato, oltre chè di rapina.

è avvenuta nel mio quartiere,ci passo spesso lì davanti!

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Gio Lug 22, 2010 12:37 pm

800 gabbiani "fermano" l'aeroporto di Caselle,ritardi
Sorpresa mattutina a Caselle dove uno stormo di circa 800 gabbiani è improvvisamente sceso sulla pista. I falconieri hanno lanciato l'aquila e gli altri rapaci di stanza nella falconeria fronte Alenia, ma l'imponente numero di volatili s'è allontanato solo con pigrizia. Il traffico ha subìto blocchi e ritardi per circa un'ora. Il CR9 Alitalia in arrivo da Napoli è andato a Malpensa, dove ha atteso il termine dell'emergenza, per rientrare a Caselle con un paio d'ore di ritardo. Mezza dozzina di altri aerei sono rimasti in holding con attese sino a mezzora , il Blu Express arrivato da Roma è stato circondato dallo stormo ed è dovuto restare fermo a fondo pista per mezz'ora. La situazione è tornata normale verso le 9,30.
Lo stormo di gabbiani proveniva, con ogni probabilità, dalla discarica comunale di Basse di Stura. Simili invasioni non sono eccezionali e si verificano soprattutto nei periodi più caldi ed anche nelle giornate più fredde, purchè siano luminose.

Sorpresa mattutina a Caselle dove uno stormo di circa 800 gabbiani è improvvisamente sceso sulla pista. I falconieri hanno lanciato l'aquila e gli altri rapaci di stanza nella falconeria fronte Alenia, ma l'imponente numero di volatili s'è allontanato solo con pigrizia. Il traffico ha subìto blocchi e ritardi per circa un'ora. Il CR9 Alitalia in arrivo da Napoli è andato a Malpensa, dove ha atteso il termine dell'emergenza, per rientrare a Caselle con un paio d'ore di ritardo. Mezza dozzina di altri aerei sono rimasti in holding con attese sino a mezzora , il Blu Express arrivato da Roma è stato circondato dallo stormo ed è dovuto restare fermo a fondo pista per mezz'ora. La situazione è tornata normale verso le 9,30.
Lo stormo di gabbiani proveniva, con ogni probabilità, dalla discarica comunale di Basse di Stura. Simili invasioni non sono eccezionali e si verificano soprattutto nei periodi più caldi ed anche nelle giornate più fredde, purchè siano luminose.
Sorpresa mattutina a Caselle dove uno stormo di circa 800 gabbiani è improvvisamente sceso sulla pista. I falconieri hanno lanciato l'aquila e gli altri rapaci di stanza nella falconeria fronte Alenia, ma l'imponente numero di volatili s'è allontanato solo con pigrizia. Il traffico ha subìto blocchi e ritardi per circa un'ora. Il CR9 Alitalia in arrivo da Napoli è andato a Malpensa, dove ha atteso il termine dell'emergenza, per rientrare a Caselle con un paio d'ore di ritardo. Mezza dozzina di altri aerei sono rimasti in holding con attese sino a mezzora , il Blu Express arrivato da Roma è stato circondato dallo stormo ed è dovuto restare fermo a fondo pista per mezz'ora. La situazione è tornata normale verso le 9,30.
Lo stormo di gabbiani proveniva, con ogni probabilità, dalla discarica comunale di Basse di Stura. Simili invasioni non sono eccezionali e si verificano soprattutto nei periodi più caldi ed anche nelle giornate più fredde, purchè siano luminose.



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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Gio Lug 22, 2010 6:27 pm

La Stampa
Appello del sindaco Chiamparino a Fiat e parti sociali per mantenere la produzione a Mirafiori
Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, lancia un appello sia alla Fiat sia alle parti sociali, perchè risolvano il problema di Mirafiori. Da Roma, dove oggi il sindaco è intervenuto per la presentazione del rapporto Ifel sulla finanza dei Comuni, Chiamparino ha detto: «Rivolgo un appello ad ambedue le parti in causa, azienda e parti sociali, perchè l’una si deve rendere conto che su Mirafiori non possono ricadere le conseguenze di Pomigliano, l’altra perchè deve capire che il progetto "fabbrica Italia" è un progetto rivoluzionario indispensabile al rilancio».

«Su questa base bisognerebbe ricostruire un confronto tra azienda, parti sociali e parti istituzionali per definire delle certezze perchè non è accettabile, e io non posso accettarlo prima di tutto come sindaco di Torino - ha sottolineato - che si vada avanti navigando a vista su un terreno che riguarda la vita di migliaia di persone».

Chiamparino, come aveva già fatto ieri, ha nuovamente detto che «non è accettabile che proprio Mirafiori, che ha creduto nel percorso individuato per il rilancio, oggi debba pagarne le conseguenze».

Ma Chiamparino non è l'unico ad essere preoccupato: «La Fiat non può abbandonare Torino» dice il vicecoordinatore del Pdl del Piemonte Agostino Ghiglia, dopo sull’annuncio del trasferimento produttivo della monovolume in Serbia. «Abbiamo sempre appoggiato le politiche adottate dai vertici dell’azienda, anche le recenti scelte di Marchionne relative a Pomigliano ed eravamo rimasti nella prospettiva di aumentare la produzione a Mirafiori - aggiuge - per questo chiediamo una soluzione e un chiarimento definitivo per il rilancio dell’azienda».

«Occorre una definizione tempestiva - osserva ancora Ghiglia - tutti insieme abbiamo il dovere di salvaguardare i lavoratori e il futuro di migliaia di famiglie piemontesi legate alla Fiat e al suo indotto. Pertanto auspichiamo - conclude - che Marchionne, impegnato proficuamente nel rilancio dell’azienda, mantenga l’impegno di preservare e incrementare il ruolo di Mirafiori come aveva promesso».

Intanto, sono stati organizzati da Fiom-Cgil alcuni presidi oggi davanti a Mirafiori, durante il cambio turno, dalle 13,30 alle 14,30, di fronte alla porta 2 e alla porta 9. La manifestazione è in vista dello sciopero nazionale dei lavoratori del gruppo Fiat di domani, indetto dalla Fiom-Cgil contro i licenziamenti e sul premio di risultato.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Ven Lug 23, 2010 8:58 am

Mozzarelle blu anche italiane

Da quando, un mese fa, è esploso lo scandalo della mozzarelle blu, l’unica consolazione a cui ci siamo aggrappati è che in fondo si trattava di prodotti tedeschi. E invece no. Non sono sicure neppure quelle italiane: sono appena state scoperte due mozzarelle color puffo, realizzate dal colosso caseario bolognese Granarolo.

La rivelazione è targata Torino. Le mozzarelle con il marchio Granarolo sono state acquistate all’ipermercato Auchan di Rivoli, alle porte del capoluogo piemontese. Il caso è già al vaglio del procuratore Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta, e gli esami dell’Istituto zooprofilattico confermano che la causa dell’insolita colorazione è sempre lo Pseudomonas fluorescens. Un batterio che tende a virare al blu e che prolifera a velocità e in quantità enorme se esistono carenze igieniche nell’acqua. Non a caso, proprio l’altro ieri, i test microbilogici realizzati dal perito della procura torinese confermano l’uso di acqua sporca per la confezione delle mozzarelle incriminate.

Ma in questo caso avevamo a che fare con le confezioni della ditta tedesca Milchwerk Jäger di Haag, in Alta Baviera. Ora invece l’allarme ci tocca più da vicino ed è messo in crisi uno dei fiori all’occhiello dei prodotti alimentari made in Italy. La Granarolo è una delle società più importanti del settore. Com’è possibile che anche le sue mozzarelle diventino blu? Sulle confezioni sequestrate a Torino c’è scritto chiaramente che viene utilizzato latte italiano. Perché allora hanno la stessa caratteristiche di quelle dell’azienda Milchwerk Jäger? Le indagini sono ancora in corso, tuttavia agli inquirenti risulta un legame tra le due industrie. La Granarolo acquista dalla collega tedesca materiale per «lavorare» alcuni prodotti.

La risposta, quindi, potrebbe forse trovarsi nel passaggio di derivati made in Germany. La stessa Milchwerk Jaeger, tramite l’avvocato ferrarese Gaetano Forte, sottolinea in una nota «la presenza del batterio Pseudomonas fluorescens ha riguardato situazioni di tenore analogo relative anche ad altre aziende dentro e fuori il territorio nazionale». I tedeschi, contestualmente alle indagini dei carabinieri del Nas e della procura torinese, hanno provveduto al ritiro dal mercato delle mozzarelle a rischio.

Resta da vedere come si muoverà ora la Granarolo. Orgogliosi della qualità della loro attività, reclamizzano prodotti buoni e sicuri (chi non ricorda il simpatico slogan della mucca Lola?). Resta da chiarire come si sia potuto verificare lo spiacevole episodio delle mozzarelle blu. Guariniello, quindi, si trova a dover giocare su un doppio tavolo. Quello internazionale, dove sta attendendo una risposta alla richiesta di rogatoria. E quello casalingo, per verificare le responsabilità del caseificio bolognese, di cui è stata già inoltrata notizia alle autorità regionali e ministeriali.

Le ipotesi di reato sono sempre due. La violazione della legge del 1962 sugli alimenti e il commercio di prodotti pericolosi per la salute e la frode in commercio. Finora, sono state iscritte nel registro degli indagati dieci persone: due tedeschi e otto importatori e distributori italiani. Si attendono nuovi sviluppi.



(lastampa)

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Ven Lug 23, 2010 12:26 pm

Le "piscine naturali" in Piemonte

Fonte: LA STAMPA, sezione Torino

Costume, asciugamano, crema solare e…scarponi. Sarà quello di cui avrete bisogno per scoprire i luoghi della di.gita di questa settimana, angoli più o meno nascosti in riva a laghi e torrenti giudicati balneabili da Arpa e Legambiente.

QUEL RAMO DEL LAGO… IN CUI FARE IL BAGNO
Lontano dalla città e dall’affollamento delle piscine "artificiali", la prima meta dove cercare un po’ di relax sono le zone lacustri, che in alcuni casi offrono anche qualche metro di spiaggia dove stendersi al sole e magari organizzare un pic-nic.
Proprio ieri 22 luglio Legambiente e Touring Club Italiano hanno rilasciato la Guida Blu delle migliori località turistiche in riva ai laghi piemontesi che hanno ottenuto più "vele" per la loro tradizione turistica, il valore storico, culturale e ambientale. Tra quelli segnalati balneabili da Arpa Piemonte, il lago Sirio (tra i comuni di Ivrea e Chiaverano) e il lago di Viverone (Biella) sono promossi a pieni voti con una soglia di balneabilità del 100%. Il lago Maggiore, il lago d’Orta e il lago di Mergozzo, nel Verbanio Cusio Ossola, seguono la classifica con un valore dall’80% al 92%. Il lago piccolo di Avigliana, con una sola stazione destinata alla balneazione, è quasi in fondo alla classifica con il 67%, mentre il lago di Candia viene altamente sconsigliato per la presenza di ben 3 zone non accessibili ai turisti.
Molte spiagge sono anche attrezzate con ombrelloni e sdraio, ma ai più giovani ovviamente consigliamo la soluzione low-cost della cara vecchia stuoia. Quando ne avrete a sufficienza dei tuffi, potrete sempre fare una passeggiata seguendo gli itinerari eco-turistici indicati dall’Arpa Piemonte.

AL FRESCO DEI TORRENTI DI MONTAGNA
Più temeraria l’impresa di chi vuole avventurarsi nei fiumi e corsi d’acqua delle nostre montagne, dove l’acqua è sicuramente più limpida ma anche leggermente più fresca.
Molti sono i torrenti dove immergere almeno i piedi per refrigerarsi dalla calura estiva, come il Sangone nei pressi di Pontepietra, una frazione di Giaveno (To), anche se le località idonee per la balneazione segnalate dall’Arpa riguardano solo alcuni tratti del Ticino, del Cannobieno e del San Berdardino,
In ogni caso, vi raccomandiamo massima attenzione nelle prossimità dei corsi d’acqua in montagna. Non partite senza delle scarpe adatte e soprattutto mai da soli. Piuttosto, se non siete abili “guadatori” di fiumi, rimanete stesi al sole nei pressi della riva e rinfrescatevi con gli spruzzi delle piccole cascatelle che si formano nei torrenti.

E IL PO?
Ad oggi il Po a Torino non è dichiarato balneabile, anche se domenica 11 luglio un gruppo di volontari di Legambiente ha nuotato nel fiume in occasione del Big Jump, il tuffo simbolico legato alla campagna europea lanciata da European Rivers Network (Ern) per richiedere il recupero della balneabilità di fiumi e laghi.
In teoria, una direttiva europea chiede il recupero ecologico delle acque lacustri e fluviali entro il 2015. Per ora non ci resta quindi che aspettare l’estate che verrà…tra cinque anni.

E voi, conoscete altre piscine naturali dove ripararsi dalla calura estiva?

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Sab Lug 24, 2010 6:37 pm

Fonte: La Stampa

ricorso per riconteggio schede, Cota:viminale è con me


Le regole sulle operazioni di voto predisposte dal Viminale sono chiare: basterebbe applicarle. Invece la non conoscenza delle medesime, anche se in buona fede, promette di rendere il riconteggio dei voti deciso dal Tar in una sentenza già scritta: a danno di Roberto Cota.

Parola di Luca Procacci. A tre giorni dall’udienza del Consiglio di Stato, e in vista delle motivazioni della sentenza che il Tar depositerà a breve, l’avvocato del presidente carica nuove munizioni per inaugurare un altro capitolo della partita elettorale e giudiziaria giocata dentro e fuori i tribunali, alternando i duelli nelle aule giudiziarie agli appelli ai cittadini. I quali, non certo per loro colpa, ci capiscono sempre meno.

Il riconteggio stabilito dal Tar per verificare la validità dei voti assegnati al governatore, con riferimento alle liste Al Centro con Scanderebech e Consumatori, «è un sistema illegittimo per espropriare il voto del presidente». Come? Mettendo in discussione l’evidenza, protesta Procacci: «Il voto assegnato dagli elettori a una delle liste provinciali vale anche per quella del candidato presidente, e questo a prescindere da eventuali irregolarità nelle liste medesime. Riconsiderare questo principio e disporre un riconteggio che oltretutto non prevede il contraddittorio significa disattendere una norma messa nero su bianco».

Da qui la necessità di giocare d’anticipo, presentando a tambur battente una memoria integrativa al Consiglio di Stato. Il legale, e lo stesso Cota, si sono convinti dopo aver letto le istruzioni diramate dal Viminale agli uffici elettorali di sezione. In particolare vi si legge che, nel caso di voto unico, «l’elettore esprime un voto valido sia per la lista provinciale sia per la lista regionale collegata». In sostanza, riassume Procacci, «l’eventualità che il voto dato alla lista provinciale sia nullo, perché l’elettore si è espresso in modo non univoco sulla lista, addirittura mettendo la croce su tutti i partiti della coalizione anziché su uno solo, non cambia la sostanza: il voto automatico al presidente rimane valido».

Più difficile stabilire se il principio vale anche quando ad essere considerato nullo non è il voto in sé, ma la lista in questione. A confortare Procacci, il «principio di salvaguardia» ripreso nel vademecum del Viminale: la validità dei voti deve essere ammessa ogni volta che se ne possa desumere la volontà effettiva dell’elettore. E ancora: qualora la lista provinciale venga dichiarata non ammissibile a scrutinio terminato, il voto si intenderebbe comunque valido in relazione alla lista regionale. Bisogna vedere se i magistrati saranno dello stesso avviso.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Dom Lug 25, 2010 12:23 pm

Fonte: La Stampa


Il «sistema Torino» si ritrova unito nello sforzo di difendere Mirafiori. E così, se il centrosinistra plaude all’impegno del presidente della Regione, Cota, che si è attivato per convocare per mercoledì in piazza Castello un tavolo con tutte le parti per provare a riannodare i fili del confronto, ieri in consiglio comunale gli esponenti del centrodestra annuivano (più convinti di certi lembi della sinistra) alle parole del sindaco Chiamparino: «In epoche non sospette abbiamo sostenuto lo sforzo per fare di Mirafiori un centro della conoscenza applicata al sistema auto, così da affiancare la ricerca alla produzione. Però c’è una soglia che non può essere valicata: per quanto si investe sui cervelli, se viene a mancare la produzione, la testa gira a vuoto. Ecco, passata quella soglia l’investimento in conoscenza diventa inutile».

Clima insolito, in Sala Rossa, più spesso abituata a dispute e contrapposizioni frontali. Non ieri, al punto che dai banchi dell’opposizione persino Agostino Ghiglia, deputato di An-Pdl, non certo sospettabile di tenerezze verso il sindaco, ne ha lodato «la serietà e responsabilità», non senza rifilare una stoccata al suo vice, Tom Dealessandri, colpevole invece di aver puntato il dito contro l’assenza di politica industriale da parte del governo. «Bisogna lavorare con responsabilità - ha poi affermato Ghiglia - perché l’ulteriore delocalizzazione della Fiat avrà conseguenze gravissime sui livelli occupazionali e sul futuro dei lavoratori, che dopo mesi di cassa integrazione attendevano un segnale di ripresa per Mirafiori». Parole concilianti anche dai banchi di Fi-Pdl e Lega. «Adesso occorre riprendere l’autorevolezza delle istituzioni di fronte all’azienda», dice il capogruppo di Fi-Pdl Daniele Cantore. E il leader dei leghisti Mario Carossa: «Torino e il Piemonte hanno dato tanto alla Fiat. Spero che governo, Regione e Comune si muovano in sinergia. La posta in gioco è alta».

Ieri mattina il Partito democratico aveva presentato un ordine del giorno in cui chiedeva al governo di attivarsi. Il capogruppo Andrea Giorgis sottolinea che «rischiamo di perdere non solo un pezzo del nostro sistema industriale, ma anche quel che sembrava l’avvio di una nuova stagione. Serve un clima nuovo nelle relazioni industriali, però non basta la responsabilità del sindacato; occorre l’impegno dell’azienda. Superare gli arroccamenti reciproci comporta sacrifici da tutte le parti».

Più critica la sinistra: Gallo (Nuova sinistra), Ferrante (Rifondazione) e Cerutti (SeL) parlano di crisi pagata dai lavoratori attraverso il taglio dei costi. «Non è più tempo di “lotta di classe”», commenta invece Marco Calgaro dell’Api, «ma di corresponsabilità e affidabilità reciproca».La sinistra in Comune attacca la decisione di Fiat di non produrre più la nuova monovolume a Mirafiori e difende i sindacati dall’accusa di essere inaffidabili e irresponsabili. «La crisi è stata pagata da lavoratori, Comune, Provincia e Regione», attacca Antonio Ferrante di Rifondazione comunista. «Apprezzo che ci sia la volontà di aprire un dibattito. Ma non si devono ridurre i diritti e i salari». Critica anche Monica Cerutti di Sinistra e libertà: «Per risanare e rilanciare la Fiat si sta puntando sul taglio del costo del lavoro invece che sull’innovazione dei modelli e delle tecnologie. Il caso di Pomigliano sembrava isolato e invece la situazione di Mirafiori sembra esserne il seguito». Anche Mimmo Gallo di Nuova Sinistra stigmatizza un’azione «che colpisce la città, i lavoratori e tutta la nazione che ha sempre dato molto all’azienda».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Lun Lug 26, 2010 8:51 am

Fonte: La Stampa

Mirafiori, Chiamparino: "Il governo intervenga, come successo negli USA"


«Questa volta gli enti locali possono giocare un ruolo sicuramente attivo ma all’interno di un’azione concertata che deve vedere come primo protagonista il governo. Per il futuro di Mirafiori e del progetto della Fabbrica Italia serve un ruolo attivo di palazzo Chigi. Tocca a Roma decidere se la produzione di automobili debba continuare ad avere un ruolo strategico nelle politica nazionale. E se la risposta è positiva e io credo debba esserlo, allora servono risorse. Tanti soldi come quelli che negli Stati Uniti Obama a messo a disposizione del settore auto». Secondo Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, non ci sono altre strade per garantire un futuro a Mirafiori, soprattutto un futuro occupazionale e questa sarà la posizione che porterà mercoledì al tavolo convocato dal presidente della Regione, Roberto Cota, a cui parteciperà anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.

Chiamparino non immagina certo un «sistema di aiuti a fondo perduto» ma la possibilità di «un’azione che permetta un investimento pubblico nella ricerca sulla mobilità sostenibile». Un investimento che dovrebbe essere restituito attraverso «le garanzie dell’azienda sulla produzione di auto in loco e dunque anche sui livelli occupazionali». Del resto sono proprio queste le condizioni «ottenute dal governo americano». E aggiunge con una nota polemica: «Il Governo deve decidere se scegliere di stare al fianco degli evasori delle quote latte oppure se finanziare la ricerca nel campo della mobilità sostenibile».

Anche il presidente della Provincia, Antonio Saitta, pure lui del Pd, concorda sulla necessità di «un ruolo chiave da parte del Governo perché l’altra volta l’intervento degli enti locali ha tamponato una situazione di emergenza ma adesso di fronte ad un futuro possibile serve un’assunzione di responsabilità a livello nazionale perché Mirafiori, più di Pomigliano, rappresenta l’auto in Italia». E non è un caso che Chiamparino chieda non solo al sindacato ma «anche alla politica di dare un segnale di affidabilità».

Un segnale che secondo il governatore è già stato dato «perché chi parla di mancanza di politica industriale da parte del governo lo fa solo per polemica di parte» e perché «ci sono tutte le condizioni perché vengano rispettati gli impegni presi sulla produzione industriale». Cota, soprattutto, sottolinea come «i problemi che una parte del sindacato ha creato nell’applicazione dell’accordo per Pomigliano non debbano ricadere sul Piemonte».

Il Governatore annuncia che «Mirafiori sarà difesa a tutti i costi». E a chi gli fa notare che la Fiat va in Serbia a fronte di massicci finanziamenti pubblici Cota replica così: «Non credo che i vertici dell’azienda si aspettino aiuti economici da parte dello Stato aiuti che per altro sono stati assegnati in modo massiccio negli anni passati. La Fiat ha scelto una strada diversa, che io condivido: stare sul mercato per la qualità dei prodotti».

La Regione, dunque, si muoverà per ottenere al di là di questo o quel modello «la salvaguardia dei livelli occupazionali di Mirafiori» ma lo farà senza mettere al mano al portafoglio perché «siamo contrari ad aiuti a fondo perduto». La riunione servirà per capire come realizzare questo obiettivo ma anche per sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte dei sindacati «perché la priorità è il lavoro e non le ideologie».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Ven Lug 30, 2010 6:23 pm

Fonte: La Stampa

«Le mie vacanze iniziano con una bella notizia. Abbiamo vinto una battaglia condotta in solitudine. Non posso che esprimere grande soddisfazione per l’accoglimento del ricorso da parte del Tar. Abbiamo fatto da apripista, altri Enti hanno agito in seguito sul nostro esempio. E’ stato bloccato un provvedimento ingiusto attraverso il quale veniva fatto pagare l’utilizzo della direttissima Torino-Caselle anche a coloro che non ne usufruivano». E’ il primo commento del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta sull’accoglimento del ricorso al Tar del Piemonte contro il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che prevedeva l’aumento dei pedaggi in tangenziale.

E’ la seconda sentenza, dopo quella di ieri del Tar del Lazio, contro il provvedimento del governo.

«La strada intrapresa dalla nostra Amministrazione – prosegue il presidente – si è rivelata utile nonostante l’indisponibilità della Regione Piemonte e dei rappresentanti del centrodestra nel condividere la presentazione del ricorso. A questo era stato preferito un incontro con il sottosegretario Castelli, un vertice inutile rispetto all’azione più efficace portata avanti nell’interesse dei cittadini».

Il decreto aveva individuato i caselli di Bruere, Falchera e Settimo sui quali l’Anas ha potuto far applicare da Ativa, a partire dallo scorso 11 luglio, l’aumento del pedaggio di 20 centesimi. «Un provvedimento – conclude Saitta - che ci era apparso subito discriminatorio nei confronti dei cittadini residenti in particolare nell’area Nord-Ovest del nostro territorio e destinato a causare un aumento di traffico imprevisto sulle arterie provinciali dei dintorni provocato dagli automobilisti obbligati a scegliere vie alternative per andare al lavoro ed evitare di pagare l’aumento dei pedaggi in tangenziale».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Sab Lug 31, 2010 9:09 am

Intervista a Chiamparino: "Nei confronti di Fiat serve l'autorevolezza degli enti locali"
Fonte: La Stampa


Tra le tante soluzioni ipotizzate per conciliare il futuro di Torino con la vicenda di Mirafiori il ragionamento più giusto è quello del rettore del Politecnico che punta a fare un grande polo dell’auto dove far interagire produzione, formazione, ricerca e trasferimento delle competenze con il sostegno pubblico». Non è un’investitura: «Perché non tocca a me fare nomi ma solo indicare una strada perché la politica possa giocare un ruolo attivo nella vicenda Fiat». E forse è solo un caso che, ragionando sul futuro di Mirafiori e delle tante soluzioni proposte dagli aspiranti primi cittadini intervistati ieri da La Stampa, il sindaco faccia, per due volte, il nome di Francesco Profumo. Certo è che quel progetto targato Profumo - che il rettore ipotizza sostenuto da «un intervento pubblico sulla ricerca come quello fatto da Obama negli Usa», è quello che coincide di più con la visione del sindaco perché «permetterebbe alla città di offrire una dote di convenienza e attrazione». Chiamparino non sarà il protagonista della prossima campagna elettorale ma sta lavorando perché «non si può lasciare solo a Marchionne la sfida della modernizzazione».

Che cosa deve fare la politica?
«Marchionne non ha bisogno di una politica che faccia il tifo per lui, ma di una politica che sappia individuare i nuovi terreni dove far convivere la sua sfida all’interno della fabbrica con le esigenze di coinvolgimento e di protagonismo di operai e sindacati. Questo è il compito del centrosinistra».

Ci spiega la sua ricetta?
«Marchionne non può vincere senza il protagonismo dei lavoratori e dei sindacati. Lo dimostra l’esperienza Usa. Nel passato in Germania il sindacato ha sperimentato la co-gestione. La mia ricetta parte da quello che mi è stato insegnato durante la mia esperienza sindacale proprio dalla Fiom».

La Fiom ha scelto l’opposizione totale al piano Marchionne. È d’accordo su questa linea?

«No. Io parlo di una visione strategica che porta alla co-determinazione, alla definizione congiunta tra sindacato e impresa di come viene impegnata la forza lavoro. Da qui discendono gli interventi salariali e normativi. Questa ridefinizione disegna un campo nuovo di relazioni. Giorgio Airaudo ha bene in testa questo ragionamento».

La Fiom è pronta ad azioni legali...
«È necessario trovare un terreno nuovo e non misurare il tempo che passa con il tempo che fu. Così ci si allontana sempre di più dalla realtà».

Ma la realtà sono le proteste dei lavoratori per avere i premi, delegati Fiom licenziati, disdetta del monte permessi sindacali.
«I nuovi rapporti potranno risolvere queste situazioni».

Fiom e Cgil, però, trovano alleati nella sinistra radicale e forse anche in pezzi del Pd. Con chi si può costruire un’alleanza vincente?
«Per vincere serve un’alleanza che riesca prima di tutto a trasmettere un messaggio di chiarezza sul futuro di questa città. Non mi sono mai interessate le intese che si estendono a tutte le latitudini possibili. Servono interlocutori politici e sindacali che abbiano il coraggio di percorrere la co-determinazione nei rapporti aziendali».

Che ruolo possono giocare gli enti locali?
«L’unica risorsa che possono mettere in campo è l’autorevolezza. Per parlare con la Fiat e con le parti sociali serve un sindaco autorevole in grado di rappresentare larga parte della comunità».

Ci sono aspiranti sindaci autorevoli?
«L’autorevolezza non si eredita ma si conquista. Potenzialmente è in mano a tutti».

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Sab Lug 31, 2010 6:53 pm

Lezioni su iPad e cellulare,
comode ma si pagano



Le applicazioni saranno gratuite
solo per gli studenti valdostani



Stop a levatacce e alle corse in auto per arrivare in aula in tempo. Da settembre le lezioni del Politecnico si scaricano sull’iPad o direttamente sul telefonino. Il progetto ha due versioni. Una a pagamento, il «Poli@home» (600 euro oltre alla tassa annuale), uguale per tutti gli studenti del primo anno. E l’altra che costa quanto un’iscrizione normale ed è più articolata, solo per la sede di Verrès. La convenzione, decennale, è stata firmata ieri tra Politecnico di Torino, Università e Regione della Valle d’Aosta . Gli allievi della Vallèe, registrandosi nella sede torinese, potranno seguire le lezioni online e avranno a disposizione le istruzioni per esercitazioni e laboratori. Non dovranno spostarsi nemmeno per gli esami che si terranno a Verrès con i docenti di Torino.

La novità funziona così: ogni studente segue i corsi in contemporanea ai compagni piemontesi oppure in differita quando viene più comodo, anche in treno. L’importante è avere a portata di mano un palmare e una buona connessione internet. Ma la vera differenza rispetto al «Poli@home» la fanno le ore di laboratorio e di esercizi pratici che si possono effettuare in loco con un tutore. L’insegnante non sarà necessariamente un docente universitario. Il Politecnico vuole attingere anche ai professori degli istituti superiori della Valle: un ulteriore risparmio sui costi della mobilità che in tempi di magra non guasta.

«Il nuovo modello formativo - dice il rettore Francesco Profumo - garantisce una maggiore democrazia nell’istruzione e diventa necessario con i tagli all’offerta didattica imposti dal decreto Gelmini». Per far fronte alla nuova realtà, da settembre le lezioni del primo anno saranno uguali per tutti i corsi di laurea del Politecnico. Ma non a tutto si può rimediare. Contro i provvedimenti del ministro dell’Istruzione, la facoltà di Ingegneria di Torino ha deciso di far slittare gli esami e le sessioni di laurea di settembre. La decisione è stata presa a maggioranza nel consiglio di Facoltà del 21 luglio.



Fonte: LA STAMPA

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Lun Ago 02, 2010 8:53 am

Fonte: La Stampa

Il giorno dopo il deposito della sentenza con cui il Tar ha annullato le liste «Al Centro con Scanderebech» e «Consumatori» è tempo di strategie. Il centrodestra sta accarezzando l’idea di organizzare un Consiglio Regionale straordinario per discutere della legge regionale 21/2009, la stessa che ha permesso all’ex capogruppo dell’Udc, Deodato Scanderebech, di auto concedersi lo speciale beneficio di presentare una propria lista personale senza l’obbligo di raccogliere le firme dei cittadini. Il Tar sostiene che lo abbia fatto in spregio dello spirito della legge, che consentiva sì questa facoltà ai capigruppo, ma solo quando questi avessero alle spalle un partito, unico detentore del consenso elettorale che permetteva questa scorciatoia. Ma essendo la legge di emanazione del Consiglio Regionale, ragionano nel Pdl, si potrebbe sfruttare la maggioranza di centrodestra in Consiglio promulgando una specie di «interpretazione autentica» della legge che sconfessi la lettura del Tar e riporti in pista Scanderebech e e la sua lista.

Una strategia che incontra comunque qualche ostacolo, non foss’altro per il fatto che - mediaticamente - verrebbe letta come un uso di parte del Consiglio Regionale. La strategia si compone, in ogni caso, anche di una seconda parte meno politica e più giuridica. Il centrodestra ha affidato ad alcuni esperti romani il compito di studiare le motivazioni con cui il Tar ha respinto l’eccezione di tardività dei ricorsi del centrosinistra nella speranza di trovare argomentazioni che possano essere accolte dal Consiglio di Stato in modo da ribaltare la decisione di primo grado.

Mentre la politica muove le sue pedine, il riconteggio va avanti. Ieri il presidente della Corte d’Appello di Torino, Mario Barbuto, ha chiesto e ottenuto dal Tar Piemonte una deroga sui tempi. In sentenza i giudici amministrativi avevano dato 30 giorni agli uffici elettorali per terminare le operazioni, ieri il termine è slittato al 30 settembre (d’altra parte il Tar si riunirà solo il 7 ottobre per discutere i risultati della verifica dei voti). Nei prossimi giorni le schede elettorali saranno trasferite dal magazzino di Chieri, dove oggi sono custodite, a una scuola dove verranno suddivise per le otto circoscrizioni elettorali di provenienza. Quindi verranno trasportate, sotto scorta, agli otto diversi tribunali, sede delle circoscrizioni elettorali, dove finalmente cominceranno le operazioni.

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Mar Ago 03, 2010 6:35 pm

150° Anniversario dell'Unità d'Italia, la Regione ridisegna il Comitato


Quando mancano 226 giorni all’avvio ufficiale delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia cambia la macchina organizzativa con il coinvolgimento diretto di alti dirigenti degli enti locali e la Regione che giocherà un ruolo centrale nella comunicazione istituzionale. Nascono anche due cabine di regia politiche con il compito di assicurare l’unità di indirizzo ma, soprattutto, la giunta Cota corregge la filosofia che ispira la mostra sull’«Italia che verrà», Una correzione decisa all’unanimità dal Comitato esecutivo che ha dato anche il via libera alla scelta di un secondo curatore, Riccardo Luna, direttore della rivista Wired, che affiancherà Vittorio Bo nella messa in pratica di «Stazione futuro».

Un progetto fortemente voluto dall’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso come laboratorio per «costruire la nuova identità nazionale». L’allora assessore all’Innovazione, Andrea Bairati l’aveva pensato come un percorso che «al di là di inni, ideologie, dialetti e bandiere ci sono temi/problemi comuni che riguardano Nord e Sud, italiani e stranieri. Le celebrazioni dovranno servire a far vedere come staremo insieme nel futuro». Un percorso che avrebbe dovuto far capire come muoversi, vestirsi, curarsi, divertirsi, istruirsi e comunicare nel futuro. Un percorso multiculturale e multinazionale che adesso subirà una profonda revisione.

Il motivo lo spiega l’assessore Michele Coppola: «Quella bella idea iniziale malgrado sia passato tanto tempo continua a restare vaga nella sua applicazione». L’assessore mette in luce le «difficoltà incontrate nel dare risalto al carattere italiano della creatività e dell’innovazione. Un carattere che non può che essere alla base dell’Italia del futuro». E a parte la scelta dei contenuti - «che nei fatti mette in secondo piano i protagonisti della creatività made in Italy» - Coppola sottolinea anche la «difficoltà di trasferire sul piano concreto di un allestimento quel progetto».

Criticità che vengono esplicitate da Alberto Vanelli alla fine della riunione del comitato esecutivo. Quando Cota e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, chiedono lo stato di avanzamento dei tre progetti culturali il vicepresidente esecutivo - da ieri a capo dell’amministrazione e del coordinamento delle attività operative - non può che mettere in evidenza le difficoltà incontrate nel rendere esecutivo il progetto «Stazione futuro». Del resto anche l’assessore alla Cultura della Provincia, Ugo Perone, da tempo chiedeva di capire dove «come venivano realizzate quelle idee tanto stimolanti quanto vaghe». E così anche Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura del Comune di Torino, si è detto d’accordo «per fare un approfondimento sulla necessità di dare spazio all’innovazione italiana».

Toccherà a Luna, dunque, «rafforzare il lavoro di Bo», spiega Vanelli. Il vertice serva anche per dare il via libera al piano di riorganizzazione del comitato con il coinvolgimento operativo di alcuni alti dirigenti dei tre enti locali. Cota, però, si prende la supervisione della comunicazione istituzionale con la nomina del suo capo della segreteria, Beppe Cortese. Del resto è la Regione che sborsa cinque milioni necessari alla promozione. Per assicurare «l’unità di indirizzo del Comitato» nascono due cabine di regia politica composte dagli assessori alla cultura (coordinati da Perone) e allo Sport.


Fonte: La Stampa

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Re: News Torino e Piemonte

Messaggio Da Maurizio il Lun Ago 09, 2010 11:37 am

Fonte: La Stampa

Se gli albergatori esultano e i ristoratori stappano champagne, i negozianti non si sottraggono al brindisi: il concertone degli U2 a Torino, più la settimana di prove che l’ha preceduto, è stato «una manna» per tutti i commercianti. Al punto che la categoria adesso vive con terrore la possibilità che appuntamenti del genere non si ripetano più, come ha minacciato Giulio Muttoni, patron di «Set Up» (partner locale di «Live Nation»), accusando una parte dell’amministrazione comunale di «fare resistenza passiva. Di questo passo - ha aggiunto - la concorrenza delle altre città sarà sempre più forte».

«Torino non può permettersi di perdere un’opportunità del genere - attacca subito Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom - e deve fare tutto il possibile perché “Live Nation” le porti altri eventi mondiali come questo, in grado di attirare anche tanti stranieri e non soltanto europei. Non voglio bacchettare nessuno, ma sono sconcertata nell’apprendere che per gli organizzatori non è stato così facile metterlo in piedi: in una fase come questa in cui le risorse pubbliche sono limitate, bisognerebbe stendere un tappeto rosso di fronte a un privato che investe in un tale spettacolo, anziché creare problemi».

L’onda lunga dell’evento dell’anno ha avuto una forte ricaduta in tutti i settori, «anche perché - continua Coppa - è stato piazzato in un periodo tradizionalmente abbastanza debole dal punto di vista turistico». I numeri degli hotel rendono l’idea: le 12.500 camere della città (prima delle Olimpiadi erano 7.000) sono state riempite all’80-90% in centro e al 60-70% in periferia. Roba da weekend durante l’ostensione della Sindone. «E la maggioranza dei clienti si è trattenuta più di una notte, prenotando anche per tre o quattro giorni», conferma Bernardino Garetto, presidente di Federalberghi Piemonte. Tanti gli stranieri tra gli spettatori del live (3500), tantissimi i non residenti in Piemonte (20 mila).

Il boom degli albergatori fa il paio con quello dei ristoratori: affari d’oro per pizzerie, bar e chioschetti, in centro come a Santa Rita, attorno all’Olimpico. «Il pubblico del concerto ha sostituito i torinesi in vacanza - spiega Coppa - ed è positivo che ne abbia beneficiato pure una zona decentrata. C’è stato il pienone anche sabato sera. La qualità dell’evento e dei suoi partecipanti ha fatto il resto: tanto per intenderci, non eravamo di fronte a raduni come quello tragico di Duisburg. Il che, anche se il target degli spettatori non era quello classico dello shopping, ha portato vantaggi pure in quel settore, dando linfa all’ultimo fine settimana prima delle ferie».

Dunque, i commercianti esortano il Comune: avanti con i concerti. «Anche perché - conclude Coppa -, con la Juve che fra un anno giocherà nel suo nuovo stadio, l’Olimpico rischia di essere poco utilizzato. E mi aspetto qualcosa in più anche sul fronte delle fiere: dietro alle più importanti, libro e gusto, c’è il vuoto». A tutto ciò, va aggiunto il ritorno mediatico che la serata degli U2 ha avuto in tutto il mondo. «Come un super spot - commenta Garetto - senza che Palazzo Civico abbia speso il becco di un quattrino. I concerti di Muttoni portano il pienone, come accade solo per un grande match di Champions della Juve: perderli sarebbe un autogol».

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